Le azioni strategiche per il sistema insediativo e dei servizi

Le strategie per il progetto insediativo e dei servizi, finalizzate a differenziare e articolare l’offerta di abitazioni rispetto alle diverse tipologie di domanda (OG1), mantenere sul territorio le attività produttive, commerciali, artigianali, direzionali, ricettive (OG2), migliorare l’offerta dei servizi di interesse pubblico e generale (OG5) e la qualità dell’ambiente e del paesaggio urbano (OG6) riguardano:

Riqualificazione degli insediamenti dismessi o sottoutilizzati

Le azioni che attuano questa strategia del Documento di Piano prevedono:

– la prosecuzione del processo attuativo avviato dall’Accordo di Programma sulle aree ex Alfa Romeo con l’obiettivo di definire un disegno d’assetto coordinato con i comuni contermini interessati, in particolare per garantire continuità alla rete ambientale e condividere le opportunità insediative e le previsioni di servizi connesse alla trasformazione del comparto;

– l’attuazione delle aree disciplinate dal DdP come Ambiti di Trasformazione Urbanistica (ATU), che consente in particolare il recupero e il riuso di aree urbane dismesse o sottoutilizzate da destinare a nuove funzioni urbane integrate.

Sostenibilità e qualità insediativa

Le azioni che attuano questa strategia del Documento di Piano prevedono:

– il contenimento delle potenzialità edificatorie in tutti gli Ambiti di Trasformazione, in coerenza con le dinamiche demografiche e occupazionali, al fine di garantire migliori condizioni insediative, integrate con adeguate previsioni di verde, sia privato che di uso pubblico;

– l’utilizzo di incentivi premiali per favorire la diffusione di procedure concorsuali nella definizione delle proposte progettuali per gli Ambiti di Trasformazione Urbana e dei Comparti attuativi coordinati, secondo le modalità definite dalla Amministrazione Pubblica nel “Regolamento della Qualità Architettonica”;

– la previsione in ogni Ambito di Trasformazione di quantità minime di suoli da destinare a verde privato con caratteri di permeabilità e di capacità drenante, nonché l’indicazione di una densità minima di alberature da porre a dimora per ogni intervento di trasformazione, all’interno delle superfici private di concentrazione fondiaria;

– di incentivare il trasferimento delle attività produttive non compatibili con il contesto, in particolare in relazione ai caratteri ambientali e insediativi dell’ambito urbano; nello specifico si prevede la trasformazione delle aree produttive esistenti lungo lo Scolmatore nord ovest, e in particolare degli impianti industriali a rischio rilevante al confine con il comune di Bollate, disciplinate dal DdP come Ambiti di Trasformazione Urbana (ATU) e destinate a nuovi usi urbani integrati per funzioni residenziali, terziarie direzionali e commerciali.

Manutenzione e tutela della città esistente

Le azioni che attuano questa strategia del Documento di Piano prevedono:

– la tutela dei tessuti storici e la semplificazione delle procedure di intervento per la riqualificazione edilizia e funzionale delle aree centrali;

– il mantenimento funzionale e morfologico dei quartieri residenziali “Villaggio”, salvaguardandone i caratteri tipologici e le dotazioni di verde privato;

– di incrementare la qualità complessiva degli insediamenti urbani, attraverso scelte urbanistiche e ambientali eque e sostenibili, nonché attraverso una generale riduzione delle potenzialità edificatorie degli Ambiti di Trasformazione, più adeguata alle condizioni di contesto e compatibile con la localizzazione di significative dotazioni di verde anche per le parti private.

 Flessibilità funzionale

Le azioni che attuano questa strategia del Documento di Piano prevedono:

– una maggiore flessibilità delle funzioni realizzabili, sia negli Ambiti di Trasformazione Urbana e nei rispettivi Comparti attuativi coordinati, laddove si individuano le sole vocazioni funzionali (escludendo però gli usi che di fatto risultano incompatibili con i caratteri insediativi del contesto) con possibilità di articolare più liberamente la ripartizione delle specifiche destinazioni d’uso, che all’interno degli interventi nella città esistente (PdR);

– la possibilità di ampliamento delle attività produttive esistenti come condizione di sostenibilità economica e sociale delle politiche territoriali; nello specifico viene individuata nel DdP un’ipotesi, da valutare anche in relazione alle ricadute ambientali dell’eventuale proposta progettuale, di un ampliamento per sole funzioni di deposito, e senza previsioni di nuova edificabilità se non per manufatti aventi funzione specifica di impianto tecnico per la produzione, di un insediamento localizzato nel comune di Rho, tra via Ospiate, via della Santa, da realizzare su aree attualmente fortemente degradate verso il tracciato della autostrada A8, all’interno del territorio comunale di Arese.

Sostenibilità sociale ed equità operativa

Le azioni che attuano questa strategia del Documento di Piano prevedono:

– la centralità dell’approccio perequativo nella definizione dei criteri negoziali come condizione di trasparenza ed equità nella definizione dei contenuti conformativi dei Piani attuativi o degli atti di programmazione negoziata degli Ambiti di Trasformazione Urbana e dei Comparti attuativi coordinati;

– l’applicazione centrale di procedure negoziali tra l’amministrazione pubblica e i diversi soggetti e operatori privati, quale condizione delicata ma indispensabile per strutturare correttamente il processo concertativo finalizzato alla tutela dell’interesse collettivo e necessario per affrontare compiutamente la complessità di un approccio flessibile, che sappia risultare equo ed al tempo stesso efficace ed efficiente;

– di identificare le condizioni di trasformabilità delle aree e degli ambiti indicati, sulla base dei criteri stabiliti nel DdP e della valutazione di coerenza con il Piano dei Servizi, ove incentivare le modalità negoziali per la selezione delle proposte ammissibili;

– di fornire le risorse e le condizioni per un’efficace e adeguata politica per la casa e l’incentivazione dell’offerta di edilizia sociale in affitto o a costi calmierati (agevolata e convenzionata) in base a criteri di sostenibilità economica, equità e integrazione sociale; in particolare si prevedono premialità incentivali nel caso di realizzazioni aggiuntive rispetto alla quote minime indicate dal DdP per residenza sociale in affitto, secondo le modalità definite dal PdS;

– di valorizzare e incrementare l’offerta, sia quantitativa che qualitativa dei servizi collettivi, attraverso la riqualificazione diffusa degli spazi pubblici e delle aree a verde pubblico, favorendo la fattibilità, fruibilità, sicurezza e accessibilità delle attrezzature e degli spazi pubblici e di interesse generale; nello specifico è prevista la realizzazione di attrezzature e spazi polivalenti e di servizi di interesse generale nell’ambito del PII Sud;

– di promuovere pratiche di partecipazione e di ascolto allargato della popolazione nella costruzione di scelte condivise di pianificazione e programmazione locale.

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...